Recensioni libresche

Generazione perduta | Testament of Youth, V. Brittain.

Quando ho cominciato a leggere Generazione Perduta ho capito fin dalle prime righe di avere tra le mani un romanzo degno di tale definizione, la cui lettura avrebbe richiesto molto più della comune attenzione e del coinvolgimento emotivo. Si tratta infatti di un romanzo assolutamente incisivo, che penetra negli angoli più segreti dell’anima, capace com’è di far rivivere il dolore di un passato storico non troppo lontano, eppure spesso dimenticato. [Continua a leggere QUI]


Il figlio di Ramses | La tomba maledetta, C. Jacq.

Ho comprato questo libro quasi a scatola chiusa, lasciandomi convincere da pochi elementi che ho volutamente incastrato assieme con la benda sugli occhi. Sono stata precipitosa, insomma. Forse un po’ troppo. Avendo scoperto che si trattava dell’attesissimo ritorno di uno scrittore tanto amato per le spettacolari avventure ambientate nell’antico Egitto (di cui sono follemente affascinata) non ho saputo resistere e me ne pento un pochino. Ma bando alle ciance, cominciamo! [Continua a leggere QUI]

Il gabbiano Jonathan Livingston, R. Bach.

Probabilmente sono una delle pochissime persone sulla faccia della terra che nel 2016 non avevano ancora letto questo classico degli anni settanta. Perciò, per rimediare a questa gravissima mancanza, ieri sera ho deciso di avventurarmi in questa storia che parla di mare, di viaggio, di sogni, di sacrificio e che insegna come la speranza non debba mai andare perduta. [Continua a leggere QUI]

Orgoglio e pregiudizio, J. Austen.

Ho terminato la lettura di un altro classico scritto da un’autrice alla quale non mi ero ancora mai approcciata. Sto parlando come avete già letto dal titolo di “Orgoglio e Pregiudizio” (Pride and Prejudice) che la Austen cominciò ad abbozzare a poco più di vent’anni e al quale lavorò fino ad avvenuta pubblicazione per più di sedici lunghi anni. [Continua a leggere QUI]


Il buio oltre la siepe, H. Lee.

Conoscevo questo libro per la sua fama da tantissimo tempo. Ma, devo ammetterlo, mi è ritornato in mente solo al seguito delle polemiche scatenatesi con la pubblicazione nel 2015 della continuazione “Va’, metti una sentinella”. Ne ho sentito parlare dappertutto sul web. L’altro giorno ho fatto una capatina in libreria e Il buio oltre la siepe era messo in prima fila tra gli scaffali di narrativa, così ho deciso di acquistarlo senza sapere molto sulla trama. [Continua a leggere QUI


Fahrenheit 451, R. Bradbury.

Fahrenheit 451 è uno di quei libri capaci di alimentare un forte senso di paura e smarrimento nel lettore nonostante affronti una narrazione fantascientifica, distopica e perciò assolutamente distante dalla realtà a cui siamo abituati. Ci presenta infatti una storia ambientata in una società rovesciata in cui i vigili del fuoco appiccano incendi piuttosto che domarli, l’ozio e le televisioni sono preferiti alla libera creatività, la musica è diffusa per confondere invece che per comprendere meglio se stessi e la soppressione del libero pensiero diventa la chiave per una vita felice. [Continua a leggere QUI]


#telomania | Storie di primogeniti e figli unici, F. Piccolo.

Ho deciso anch’io di cogliere al volo l’iniziativa Einaudi dell’estate secondo la quale (anche se è probabile che ormai abbiate sentito questa tiritera fino alla nausea) dal 1 al 30 giugno in tutte le librerie aderenti, acquistando due tascabili Einaudi riceverete in omaggio un telo mare letterario, con al centro l’incipit di Moby-Dick e l’immagine della balena. Confesso che non appeno ho visto la commessa infilare nel sacchetto il telo incellofanato mi sarei messa a saltare di gioia (mi accontento delle piccole graziosissime cose). [Continua a leggere QUI]

#telomania | Il gatto venuto dal cielo, H. Takashi.

Oggi vi parlo brevemente del secondo volume acquistato per ricevere il telo mare della promozione Einaudi. Dopo Storie di primogeniti e figli unici, scritto da un autore italiano, con Il gatto venuto dal cielo approdiamo in una dimensione geografica lontana da quella europea o in generale occidentale. La storia infatti è incentrata in Giappone. La protagonista è Chibi, una gatta dal manto arlecchino che si intrometterà nella casa di una giovane coppia di sposi, in punta di piedi, con la sinuosità e l’eleganza di cui solo i gatti sono dotati fino a sconvolgere positivamente le loro esistenze. [Continua a leggere QUI


Due, I. Némirovsky.

Dopo diversi mesi, torno a parlarvi di libri e comincio da un romanzo che ho letto durante l’estate. Con Due della Némirovsky ci ritroviamo in uno scenario per certi versi simile a quello di Generazione Perduta scritto dall’inglese Vera Brittain. La storia è ambientata, infatti, nel primo dopoguerra tra le strade di Parigi. Protagonisti sono i figli dei ricchi e facoltosi signori Carmontel: Pascal, Gilbert e il più giovane, Antoine e i fatti narrati ruotano attorno al loro processo di crescita che li trasformerà prima di quanto avrebbero mai immaginato da giovanotti a uomini maturi, aggravati dal peso di quella che erano soliti definire “morte anticipata”, la vecchiaia. [Continua a leggere QUI


L'importanza di essere onesto, O. Wilde.

La commedia di cui vi parlo oggi è immancabilmente ambientata nell’angusta atmosfera vittoriana. Wilde la compose durante l’estate e l’autunno del 1894 a Worthing, una località di villeggiatura dove l’autore aveva preso in affitto una tenuta. Il debutto risale invece al 1895 e, da quel momento, numerosissime sono state le repliche in tutto il mondo. Non a caso nel 2002 è stata realizzata una pellicola cinematografica con attori di tutto rispetto come Colin Firth e Rupert Everett, diretta da Oliver Parker. Molti la ritengono l’opera teatrale più riuscita del repertorio di Wilde. Ma a cosa si deve un tale successo? [Continua a leggere QUI]

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