mercoledì 26 ottobre 2016

Recensione del libro: L'importanza di essere onesto, O. Wilde

L’importanza di essere Onesto
“Commedia frivola per persone serie”

Oscar Wilde

La commedia di cui vi parlo oggi è immancabilmente ambientata nell’angusta atmosfera vittoriana. Wilde la compose durante l’estate e l’autunno del 1894 a Worthing, una località di villeggiatura dove l’autore aveva preso in affitto una tenuta. Il debutto risale invece al 1895 e, da quel momento, numerosissime sono state le repliche in tutto il mondo. Non a caso nel 2002 è stata realizzata una pellicola cinematografica con attori di tutto rispetto come Colin Firth e Rupert Everett, diretta da Oliver Parker. Molti la ritengono l’opera teatrale più riuscita del repertorio di Wilde. Ma a cosa si deve un tale successo?
La commedia mette a nudo in modo arguto e pungente l’aristocrazia inglese. È articolata in tre atti. Il primo è ambientato nell’appartamento dello scapolo Agenore Moncrieff e mette in scena l’incontro di costui con l’amico Ernesto Worthing, innamorato della cugina di Agenore, Guendalina e alla quale intente dichiararsi.


“Essere innamorati è romanticissimo. Ma non c’è niente di romantico in una proposta precisa. C’è persino il rischio di essere accettati! Anzi generalmente va a finire così, credo. E allora: non ci si diverte più. L’essenza dell’atmosfera romantica sta nella sua incertezza.”


A causa di un espediente, i due amici vengono a conoscenza del fatto che entrambi, seppur in maniera diversa, conducono una doppia esistenza, divertendosi in qualche modo a fingersi qualcuno di diverso da se. Quando Ernesto (il cui nome vero è in realtà Gianni) fa la proposta di matrimonio a Guendalina, la ragazzina accetta estasiata, convinta del fatto che non avrebbe sposato nessuno se non qualcuno dal nome di Ernesto, termine che le procura delle vibrazioni. Gli episodi che si susseguono daranno vita a una vera e propria commedia degli equivoci, che susciterà non poche risate. Dai dialoghi trapela per intero l’acuto humor inglese che di certo rende ancora più frizzante una trama così strampalata. Se da un lato Gianni è pronto a convolare a nozze con Guendalina, Agenore si innamora di Cecilia, nipote del padre adottivo di Gianni, che conosce alla tenuta di campagna del suo amico. Tuttavia, sia Agenore che Gianni si presentano alle rispettive donzelle col nome di Ernesto e a un certo punto le due giovani temono di essere promesse in sposa al medesimo uomo, scatenando un gran subbuglio che lentamente verrà dissipato.
In questa commedia, come spesso accade nel genere, i nomi dei vari personaggi sono veri e propri nomi parlanti, vale a dire che dietro al grafema stesso si nasconde un significato recondito, autentico di quella che è la natura del personaggio di riferimento. Sia Guendalina che Cecilia anelano sposare un uomo che si chiami Ernesto (questa la traduzione italiana preferibile in quanto mantiene il suono originario), Ernest e, dunque, earnest (vale a dire onesto). Ma nella fattispecie, nessuno dei due si chiama in tal modo, né tantomeno incarna l’esempio di onestà e franchezza asserita dal nome. Per l'appunto, Cecilia e Guendalina sono disposte a sposare un nome, piuttosto che una persona. Tramite questo espediente Wilde riesce così a sintetizzare il messaggio intero dell’opera e la caratteristica di un’intera epoca, ovvero il fatto che la società vittoriana attribuisca una notevole attenzione ed importanza proprio alla cura dell’apparenza, piuttosto che alla sostanza.
Lo stile di Wilde è inequivocabilmente riconoscibile, cinico, esilarante e pungente al punto giusto. Tanti sono i giochi di parole presenti nel testo, a partire, come abbiamo già detto, dal significato dei nomi. Non mancano di certo le allusioni alla vita privata dello scrittore stesso, presa di mira all’epoca a causa della sua omosessualità. In sostanza la doppia vita dei protagonisti è a tratti paradigma della duplice esistenza dello stesso Wilde.

Se non avete mai letto opere teatrali, L’importanza di essere onesto potrebbe essere un valido titolo da cui cominciare, infatti lo stile di Wilde rende l’opera priva di ogni pedanteria e garantisce non poche risate sinceramente divertite. In ogni pagina è possibile ritracciare una miriade di aforismi assolutamente sublimi e sorprendentemente esilaranti. È stata una lettura piacevolissima, che rifarei volentieri. L’edizioni che ho consultato è quella della Newton Compton Editori della collana Live Deluxe. L’ho trovata eccezionalmente valida anche per l’apparato bibliografico e critico che possiede. Questa edizione riporta inoltre la versione integrale che consta delle scene omesse dalla redazione definitiva del 1908. 


                                                                   

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