Storie di primogeniti
e figli unici
Francesco Piccolo
Ho
deciso anch’io di cogliere al volo l’iniziativa Einaudi dell’estate secondo la
quale (anche se è probabile che ormai abbiate sentito questa tiritera fino alla
nausea) dal 1 al 30 giugno in tutte le librerie aderenti, acquistando due
tascabili Einaudi riceverete in omaggio un telo mare letterario, con al centro
l’incipit di Moby-Dick e l’immagine della balena. Confesso che non appeno ho
visto la commessa infilare nel sacchetto il telo incellofanato mi sarei messa a
saltare di gioia (mi accontento delle piccole graziosissime cose). Lo so che a
molti è sembrata una blanda trovata commerciale, ma onestamente anche se così
fosse non vedo quale sia il problema. Alcuni si sono lamentati della qualità
della stoffa utilizzata ma, anche qui, non capisco cosa ci si aspettasse. Voglio
dire che innanzi tutto è un “telo mare” e non un asciugamano perciò non
dovrebbe essere assorbente fintanto che va utilizzato come stuoia (almeno così
la vedo io) e poi si capisce che è semplicemente un gadget da aggiungere alla
già considerevole collezione (fatta di tazze, segnalibri, penne, funko pop, e
quant’altro) dell’insaziabile schiera di lettori. Forse per una volta potremmo
smetterla di essere polemici anche verso l’aria che respiriamo perché inquinata
ma non troppo, ne va della nostra salute mentale e fisica, ragazzi miei, quindi
sorridiamo e al limite non fiondiamoci in libreria per approfittare della
trovata, secondo me comunque carinissima e simpatica.
«Quando ero piccolo, e
andavo a scuola insieme a mio fratello, mia madre mi diceva di tenerlo per
mano, e questo mi sembrava giusto e anche responsabile. Quello che non capivo è
perché mi diceva sempre: “mi raccomando, quando passate per quella strada dove
non c’è il marciapiede, mettiti sempre tu dal lato della strada, dove passano
le automobili”. Io lo facevo, e lo facevo con diligenza, ma ero molto
dispiaciuto. Per me significava: “io spero che nessuna auto vi butto sotto, ma
se proprio dovesse succedere, preferisco che muoia tu piuttosto che lui»
Mi
sono detta che con un inizio così, il libro non poteva che essere assolutamente
promettente. Non è molto semplice parlare dello stile dello scrittore o
comunque del tono utilizzato nella raccolta. Francesco Piccolo infatti accosta
nove racconti che hanno come collante protagonisti nella prevedibile
condizione di primogeniti oppure figli unici. Oltre a questo dato accomunante,
le varie narrazioni rispecchiano se stesse presentando anche elementi di
contrasto e ambientazioni che ci catapultano in una situazione distante
chilometri da quella della pagina precedente. Ogni racconto presenta una prosa
scorrevolissima, asciutta ma non troppo essenziale, capace di andare dritto al
sodo senza giri di parole, senza per questo perdere la sua poeticità. Il lessico
è appropriato e cambia camaleonticamente a seconda dell’ambientazione, l’età, la
contestualizzazione della narrazione. Si alternano racconti di una sagace
ironia con altri più malinconici, dorati di una percettibilissima sofferenza. Uno
dei pregi massimi dell’opera è che proprio perché ci vengono dipinte situazioni
quotidiane e spontanee è semplicissimo, se non addirittura automatico,
immedesimarsi nella storia o almeno sentirsi in qualche modo riflessi nei
pensieri, nelle battute, negli atteggiamenti descritti. A fine lettura sembra
quasi di essere venuti a contatto con una vita nella sua interezza. È una
raccolta polifonica ma sapientemente armonizzata, diretta e incisiva.
Non
compro molte raccolte di racconti perché di solito preferisco immergermi per
più tempo nella lettura, conoscendo più a fondo i personaggi, le trame, l’evoluzione
delle storie narrate. Coi racconti invece mi sento un po’ spaesata e
insoddisfatta. Ho la sensazione che di solito debba spettare a me trovare un “senso”
ai molti aspetti che, ovviamente a motivo del genere diverso dal romanzo,
vengono trascurati. Invece (forse per la prima volta) non mi succede nulla di
tutto ciò. Ogni racconto ti lascia dentro l’appagamento che un buon romanzo è
capace di dare, nonostante personaggi storia e evoluzione siano concentrati a
volte in poco più di sei pagine.
È
stato davvero un ottimo acquisto e posso ritenermi più che soddisfatta visto
che ho pescato alla cieca, avendo modo di scoprire un autore che, considerato
ciò che leggo di solito, non avrei adocchiato facilmente!
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